Turismo e beni culturali

Turismo, perché l’unica ricetta possibile si chiama empowerment

Andreas è il titolare dell’hotel che abbiamo scelto con Claudia per il nostro viaggio a Creta. Si trova a 20 minuti di macchina da Chania, la bellissima cittadina più nota dell’isola greca. Ho parlato ad Andreas del mio lavoro, invitandolo a visitare i nostri siti internet, e a un certo punto gli ho chiesto quali sono i problemi che affronta durante l’anno per gestire al meglio il suo Hotel.

Dopo avermi offerto da bere e invitato a sedere nel bar situato a bordo piscina, inizia a parlarmi del turismo in Grecia e a Creta. Lui è uno di quelli che ogni anno pulisce a proprie spese la strada che porta alla sua struttura, pianta i fiori nelle immediate vicinanze, pensa alla promozione online e nelle fiere in maniera autonoma, deve fare i conti con il problema dell’acqua che non sempre è presente e con i trasporti poco efficienti. Insomma ne ha gatte da pelare. La cosa che mi ha colpito di più, oltre al suo perenne sorriso, è che non si è mai lamentato dei suoi problemi e nemmeno del governo locale che dovrebbe garantire quelle cose cui Andreas deve far fronte a proprie spese.

Dopo il secondo caffè mi ha detto:

“Giuseppe, con questo mare e queste spiagge, funziona tutto da solo. Perché le persone, nel periodo estivo, amano il relax e il mare”.

Al mare e alle spiagge aggiungo io una cosa che Andreas non ha detto: il rapporto qualità prezzo di una vacanza in Grecia (non a Santorini ovviamente :)) è ottimo.

A Creta le strade non sono il massimo, mancano i treni e i bus passano ogni morte di papa. Però anche questo problema viene affrontato dagli operatori: ti vengono a prendere in aeroporto anche quando la struttura dista 1 ora (in alcuni casi ti chiedono 15/20 euro) e ti noleggiano l’auto all’arrivo in reception. Nel mio caso l’auto era inclusa nel pernottamento.

Alcuni dei problemi di Andreas sono simili a quelli di molti operatori e località calabresi che frequento da 20 anni. Ma cosa spinge Andreas e i suoi colleghi a risolverli in maniera autonoma, senza trastullarsi con strategie, sistemi turistici, consorzi inutili e convegni?

Secondo me la risposta sta in una parola, empowerment, e penso sia l’unica ricetta possibile nel turismo, soprattutto in quelle aree che stentano a decollare.

Ecco una definizione generale di empowerment.

“Con il termine empowerment viene indicato un processo di crescita, sia dell’individuo sia del gruppo, basato sull’incremento della stima di sé, dell’autoefficacia e dell’autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l’individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale. Questo processo porta ad un rovesciamento della percezione dei propri limiti in vista del raggiungimento di risultati superiori alle proprie aspettative. [Fonte: Wikipedia]

Ora, tornando alla Calabria e senza entrare nei dettagli e nelle differenti tipologie di empowerment, proviamo a seguire il consiglio di Andreas sul mare e sulle spiagge (facciamo di tutto per garantirne il massimo della pulizia e della fruibilità) e lasciamo alle persone (ai residenti) il tempo per autodeterminarsi. Perché se il mare è pulito i turisti arrivano, gli imprenditori investono e, forse, qualche giovane in più resta in Calabria.

Potrebbero interessarti anche
Come aprire un Bed and Breakfast in Italia
Come aprire un Bed and Breakfast in Italia
Una scrivania, un computer e la statuetta "Umarell" per chi sceglie di lavorare da casa
Come lavorare da casa nel settore turistico