Opinioni Turismo e beni culturali

Cosenza, turismo dall’alba al tramonto

Il primo caldo, i primi giorni di estate ed è subito il momento di parlare di turismo: sempre più spesso, infatti, sentiamo e leggiamo di ricette, strategie, piani che servono per salvare questa o quella località. Spesso, però, ci dimentichiamo di partire dai fondamentali.

Chi è il turista? Il turista è un individuo che si sposta dalla propria residenza verso un’altra località e vi pernotta. Tale scelta è alimentata dalla presenza di uno o più attrattori, che possono essere naturali, creati dall’uomo o temporanei. Ogni attrattore turistico è paragonabile a un terremoto. La sua capacità attrattiva alla magnitudo. L’interesse dall’esterno alla sua propagazione.

Attorno agli attrattori si muove l’industria turistica, dai trasporti alla ricettività, dalla ristorazione all’intrattenimento, dall’organizzazione all’intermediazione. Elementi che complicano, e non poco, lo sviluppo turistico di tutte le destinazioni in quanto da una parte abbiamo i turisti che vedono un prodotto globale e dall’altra tanti singoli operatori che devono contribuire, in maniera sistemica e organizzata, all’erogazione di tale prodotto. É come ascoltare un brano musicale. È un risultato unico, ottenuto grazie alla diversità e al contributo faticoso di diversi attori.

Il collante di tutti questi elementi è determinato dalle persone, dagli abitanti dei nostri comuni, da chi deve accogliere i turisti. Le persone sono il vero motore di sviluppo in un momento chiave del mercato che ci dice che non è più sufficiente visitare i luoghi ma provare e sperimentare, non basta più mangiare un piatto tipico ma conoscere e imparare.

Il turista è diventato parte integrante di ogni destinazione, è coinvolto direttamente nell’erogazione dei servizi.

La creazione di qualsiasi attrattore turistico (come, per trattare un esempio vicino a noi, Matera) non può avvenire senza il coinvolgimento e la consapevolezza delle persone che risiedono nella destinazione. Le cose calate dall’alto, decise da uno o pochi individui, non diventeranno mai veri attrattori, poiché non coinvolgono i veri protagonisti dei territori, i suoi abitanti.

A Giffoni Valle Piana, un comune di circa 12 mila abitanti della provincia di Salerno, è stato un festival cinematografico per bambini e ragazzi – giunto alla sua quarantasettesima edizione – a determinare il passaggio da località sconosciuta a destinazione turistica di interesse nazionale e internazionale. Non è stato semplice. Ci sono voluti anni, una visione, tanta passione e voglia di fare. Oggi è molto di più di uno degli eventi più popolari del sud Italia. Giffoni Experience è un’impresa che opera 365 giorni all’anno. I risultati, anche in termini socioeconomici, sono sotto gli occhi di tutti.

Questa premessa è necessaria per leggere il nostro territorio e capire quali potrebbero esserne gli sviluppi. I numeri attuali ci dicono che l’unica destinazione turistica calabrese in grado di competere, anche sul campo internazionale, è Tropea. Basta sfogliare i dati dell’Istat e fare una ricerca su Google Trends per rendersene conto.

Se ci focalizziamo su Cosenza e aree limitrofe, credo che si possa fare tanto, ma non subito. Bisognerebbe partire proprio dai punti di forza, per strutturare al meglio un’offerta turistica che è già qui, davanti ai nostri occhi, se solo avessimo la voglia e la capacità di vederla. La forza di Cosenza è l’immediata vicinanza con la Sila. La vera forza del binomio Cosenza-Sila è la vicinanza con il mare, Tirreno e Jonio.

Dall’alba al tramonto, passando per Monte Cocuzzo. Un itinerario a piedi, in bici, a cavallo che sogno da tempo e che mi piacerebbe realizzare.

In questo territorio quali sono oggi gli attrattori? Quale la loro vera forza? Ci sarà un motivo se, secondo i dati dell’Istat relativi al 2015, il rapporto tra turisti stranieri e italiani, che hanno scelto la provincia di Cosenza, è di 1 a 10. Ciò non significa che va tutto male, anzi. Probabilmente bisogna incentivare l’attività per intercettare turisti che vivono nei dintorni della Provincia e della Regione, senza sprecare energie verso mercati costosi e che potrebbero mettere in seria difficoltà l’offerta.
Inoltre, non dimentichiamoci una cosa: gli italiani viaggiano in macchina. I dati ISTAT 2015 ci dicono che in Italia i viaggi negli esercizi ricettivi, nel caso della vacanza, sono effettuati prevalentemente utilizzando l’auto (la stima è pari al 71,8%). Partiamo da un turismo di prossimità, senza restare ingessati dentro l’alibi del trasporto che non c’è oggi e non ci sarà per i prossimi 10 anni. Partiamo da qui. Coccoliamoci gli abitanti di Puglia, Sicilia, Campania e Basilicata (circa 16 milioni di abitanti!!!), per passare all’Italia tutta. Regioni come l’Emilia Romagna hanno il 26,3% di turisti stranieri, il restante 73,7 sono italiani (fonte: ENIT.it).

Partiamo iniziando a pensare ai calabresi delle altre province. Facciamo rete con Matera, Salerno, Catania, Siracusa, Lecce e intercettiamo i loro visitatori (le tecniche non mancano). Solo a questo punto, tutti insieme, potremo pensare al resto. Al mercato tedesco, per esempio, primo in Italia con circa 53 milioni di presenze nel 2015 (fonte: ISTAT), puntando tutto sulla terza età (persone che si muovono, hanno capacità di spesa e rappresentano un target ideale per la nostra offerta, contribuendo anche alla destagionalizzazione) e sulla creazione di un evento internazionale che, oltre a muovere turisti, possa contribuire alla conoscenza delle bellezze naturali, artistiche, culturali e all’enogastronomia di casa nostra. Dimostriamo che oltre al mare (circa il 95% dei turisti vengono in Calabria per il mare) abbiamo qualcosa da fare vedere: è venuto il tempo di mostrare, con professionalità e competenze, come si possa rilanciare il turismo puntando su ciò che c’è. Una bellezza che, dai mari alle montagne, dalla cultura agli eventi, possa arricchire menti e cuori di turisti e viaggiatori: tra mare e montagna, Cosenza dall’alba al tramonto è già realtà, e noi la costruiremo insieme a chi vorrà far parte di questa splendida avventura.

Articolo pubblicato da Il Quotidiano del Sud il 29.06.2017.

 

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