Turismo e beni culturali

Perché il turismo ha bisogno dell’Intelligence

Il settore del turismo muta rapidamente. Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno stravolto processi tradizionali e contribuito alla valorizzazione di destinazioni turistiche minori o poco conosciute prima dell’avvento di internet.

Dalla vendita dei viaggi alla crescita delle compagnie low cost, dallo sviluppo di nuove forme di ricettività alle esperienze, il fenomeno del turismo è caratterizzato da una complessità che ha evidenziato, dal punto di vista degli attori che a vario titolo operano nel settore, il bisogno di dotarsi di nuovi metodi e strumenti per supportare l’attività delle persone.

Se, fino a qualche anno fa, bastava partecipare a una fiera sul turismo per riempire le camera di un albergo, oggi tale attività per molte destinazioni non è più sufficiente. Esiste una concorrenza con la quale fare i conti e nuove forme di turismo evoluto, sia per le aziende che per le istituzioni che governano città, regioni, paesi.

L’intelligence serve a supportare gli attori in gioco nella gestione della complessità dei processi. Rappresenta la bussola per lo sviluppo turistico di una città, di una regione, del paese. È fondamentale per mantenere alti livelli di efficacia e di efficienza, per essere competitivi e mantenere un elevato livello di sicurezza. Sicurezza che è diventata un nuovo attrattore turistico.

Il rapporto tra Intelligence e Turismo è oggetto del lavoro di tesi che sto realizzando nell’ambito del Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto dal Prof. Mario Caligiuri. Un Master che consiglio a tutti coloro che preferiscono considerare l’incertezza come la migliore opportunità di questi anni assai complessi.

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