Destinazioni Turismo e beni culturali

Perchè abbiamo bisogno dei cittadini per valorizzare le piccole località turistiche

Vista di Praiano

Due anni fa ho ricevuto un’email da Claudio Gatti, noto giornalista de Il Sole 24 Ore. Aveva letto di noi sulla stampa nazionale. Prima di rispondergli ho ripassato qualcosa delle sue inchieste più importanti, alcune delle quali pubblicate su testate quali il New York Times, l’International Herald Tribune e il Financial Times. Ero sorpreso. Per la prima volta ci scriveva un “grande”.

Poco dopo ci siamo sentiti al telefono. Si è complimentato per il progetto ViaggiArt e soprattutto per aver puntato sull’unica cosa che nessuno potrai mai rubare all’Italia: il patrimonio culturale. La chiacchierata è durata circa un’ora.

In quell’occasione mi parlò di un progetto che stava portando avanti nel suo paese di origine (Praiano) e che si proponeva di trasformarlo in un grande museo d’arte della ceramica.

Mi sembrava un progetto troppo ambizioso per un piccolo paese del sud Italia, dove spesso i comuni spendono soldi e non ottengono i risultati sperati. Il solito spreco, ho pensato (male).

A distanza di due anni quel progetto – Praiano NaturArte – è stato realizzato. Tutto. E bene. Oltre al museo all’aperto sono stati creati anche un sito e un’APP (Amalfi Coasting). Con Claudio siamo diventati amici e la nostra azienda ha contribuito alla realizzazione delle piattaforme web.

Ciò che mi ha colpito di più non è stato soltanto il risultato, ma soprattutto la metodologia seguita che rappresenta, a mio avviso, un modello da esportare e replicare in altre località.

Com’è nato il progetto? (*)

Nel luglio del 2013 a Praiano, piccola località della della Costiera Amalfitana ubicata tra Positano e Amalfi, è stato avviato un esperimento di “ingegneria civica” con la costituzione di un’associazione denominata AgendaPraiano. L’associazione è stata creata da un gruppo di cittadini e residenti praianesi interessati a partecipare attivamente alla vita pubblica e sociale del paese e contribuire alla realizzazione di una strategia di sviluppo eco-sostenibile e “intelligente”.

Ai membri dell’Associazione è stato innanzitutto chiesto di finanziare la creazione di una Cassa dei Contributi Locali allo scopo di avere una quota di co-finanziamento locale a disposizione di qualsiasi progetto sul quale lavorare e chiedere fondi esterni (regionali, statali o comunitari).

Il concetto era semplice: i praianesi dovevano essere i primi a investire sul proprio paese.

Nonostante si trattasse di un’iniziativa senza precedenti, i membri di AgendaPraiano sono riusciti a raccogliere oltre 20mila euro, cifra non indifferente considerando che la popolazione locale è di poco più di 2.000 abitanti.

La prima iniziativa di AgendaPraiano è consistita nell’elaborazione di un “Piano di posizionamento strategico e di sviluppo e crescita sostenibile”, una novità assoluta nella storia del paese. Nel corso degli ultimi tre decenni, Praiano è infatti cresciuta di riflesso al boom turistico ed economico di Positano in particolare e della Costiera Amalfitana in generale, senza riuscire a darsi un’identità che la contraddistinguesse né tantomeno a plasmare il proprio futuro.

Il piano studiato da AgendaPraiano prevedeva di conferire a Praiano una connotazione di paese-giardino/museo a cielo aperto, che la posizionasse nel circuito del turismo artistico internazionale.

Con il supporto di professionisti esterni che hanno messo a disposizione il proprio know-how, AgendaPraiano ha sviluppato il “Progetto NaturArte” come prima fase di realizzazione del suddetto piano di posizionamento strategico.

Chi lo ha finanziato?

Il progetto, nella sua interezza, è stato fatto proprio e approvato dall’Amministrazione comunale, che, con il supporto di AgendaPraiano, ha avviato un lavoro di individuazione di fondi europei che potessero finanziarlo. Lo spirito bipartisan dell’iniziativa ha portato anche l’opposizione locale a schierarsi fermamente a favore del Progetto con una decisione in netto contrasto con le tradizionali divisioni tipiche dei piccoli paesi.

Grazie al contributo di co-finanziamento offerto da Agenda Praiano (per un valore totale di oltre 35mila euro) e a un impegno del Comune di 104mila euro, il 15 giugno 2015 il “Progetto NaturArte” è stato uno dei 31 progetti che hanno vinto un bando finanziato con fondi europei gestiti dall’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Campania.

Di cosa si tratta?

Un aspetto particolare di Praiano sono le edicole votive, piccole cappelle in miniatura realizzate su mattonelle maiolicate oppure affrescate su intonaci “a protezione” delle case e degli abitanti. Queste edicole sono distribuite lungo le “arterie” principali di Praiano, tratti di viabilità pedonale che corrono tipicamente in direzione parallela al mare, costeggiate dagli alti muri a secco, dette macere, dai terrazzamenti e dalle case imbiancate a calce.

Edicola votiva di Via Marconi - Praiano (Fonte: AmalfiCoasting.org)

Edicola votiva di Via Marconi – Praiano (Fonte: AmalfiCoasting.org)

AgendaPraiano ha contattato alcuni dei migliori artisti della ceramica della zona e ha chiesto loro di ridare attualità e rinforzare il concetto di arte diffusa caratteristico delle edicole votive traendo ispirazione dai luoghi, dalle tradizioni, dai valori o dalla mitologia locale.

Si è inoltre chiesto loro di realizzare installazioni in grado di esaltare il paesaggio antropizzato di Praiano e di dialogare con l’ambiente che le accoglierà, arricchendolo e valorizzandolo.

Opera di Sandro Mautone - Fonte: AmalfiCoasting.org

Opera di Sandro Mautone – Praiano (Fonte: AmalfiCoasting.org)

Le istallazioni sono dunque state introdotte senza in alcun modo alterare la natura o la bellezza, ma piuttosto arricchendole in modo armonioso.

Le installazioni sono state cedute ai cittadini che hanno messo a disposizione le strutture murarie e si sono impegnati a manutenerle.

Gli itinerari

Il Progetto Praiano NaturArte consiste in una serie di itinerari, sette dei quali con istallazioni in ceramica (medium artistico tradizionale della zona) realizzate dai migliori artisti della Costiera e distribuite lungo le arterie pedonali principali a costituire una mostra territoriale d’arte diffusa.

L’ottavo itinerario, che dal paese porta alla chiesa/convento di Santa Maria a Castro lungo il fianco della montagna, essendo interamente rupestre, non ha opere in ceramica bensì sculture in pietra.

Come nel famoso Park Güell di Barcellona, l’utopistica città-giardino progettata agli inizi del secolo scorso dall’architetto catalano Antoni Gaudi in cui ceramica e architettura si fondono nel paesaggio circostante preservandone le caratteristiche in nome di un “organicismo artistico”, nel Progetto NaturArte le edicole votive e le istallazioni inserite lungo gli stessi percorsi hanno creato uno straordinario ibrido tra arte e natura, tradizione e innovazione.

Ecco il video del Progetto realizzato da Raffaele Cappiello e Michele Iaccarino

Per saperne di più vai al sito ufficiale

*Fonte: AmalfiCoasting.org – Fonte immagini: AmalfiCoasting.org
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