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Eccellenze turistiche? Milano, Expo e… il “caso Dublino”

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Negli ultimi giorni ho avuto modo di riflettere sul contenuto di un articolo di Andrea Zhok pubblicato sull’Espresso e intitolato La retorica dell’eccellenza è una truffa. L’invito a leggerlo è implicito, ci ritornerà utile ogni qualvolta parleremo di eccellenze turistiche. Intanto, mi permetto di avanzare qualche considerazione. Il punto di vista espresso da Zhok non mi trova completamente d’accordo, giacché esprime una posizione radicale e tutta in pars destruens. 

Se invece guardiamo al problema che solleva direi che centra in pieno il punto di una questione che vorrei presentarvi. In sintesi, per il nostro autore, nessuna società funziona in base a un pugno di “migliori”. E l’aura salvifica della parola eccellenza andrebbe sempre analizzata empiricamente o, banalmente, messa alla prova dei fatti.

Scrive l’autore:

Questo appello all’eccellenza non è rimasto questione semantica, ma si è tradotto in norme e indirizzi, con particolare riferimento a scuola e università ma estendendosi all’intera sfera del made in Italy (per definizione, naturalmente, un’eccellenza).

Dunque, spostandoci su un terreno che più ci appartiene, chiediamoci: in quale periodo abbiamo sentito pronunciare con maggiore frequenza questo termine (la cui eco riecheggia ancora oggi)? Beh, così, di primo acchitto, direi prima, dopo e durante EXPO. “Un’opportunità unica per il Paese”, si è detto e ridetto, giustamente. Figuriamoci poi per una città come Milano. Così – e vediamo al punto che più ci interessa – presentiamo un dato che potremmo definire in controtendenza. O almeno per quanto riguarda l’appeal, o l’attrattività che EXPO ha (ulteriormente) conferito alla città di Milano, considerata a più riprese una tra le eccellenze turistiche più strutturata di sempre.

Com’è noto, i numeri del settore viaggi in Europa hanno risentito di numerosi eventi negli ultimi anni: dalla crisi dell’Eurozona alla Brexit, dalla situazione dei migranti agli attacchi terroristici. La risposta, in alcuni casi, è arrivata dalla crescita delle compagnie low cost che hanno limitato la riduzione dei flussi turistici. La ricerca che vi presento poggia sui dati di Top 100 City Destinations Ranking, report annuale pubblicato da Euromonitor International. Nella tabella che segue ho riportato i dati degli arrivi in Europa, dal 2013 al 2017:

La tabella degli arrivi nelle città dal 2013 al 2017. Elaborazione mia, tratta dai dati Euromonitor.

 

Come si può notare, Dublino è la città che ha fatto registrare il più alto aumento di turisti nel 2017 rispetto al 2013, con una crescita del 46%. Al secondo e terzo posto troviamo le due grandi città spagnole, Madrid e Barcellona, che hanno registrato rispettivamente una crescita del 39% e 38%. Il quarto vede Berlino (35%) poi Amsterdam (26%) e Londra (18%). Al quartultimo troviamo invece Parigi, che perde il 6,16% nel 2017 rispetto al 2013, poi Budapest (-9,43%), Bruxelles (-15,59%) e Istanbul (-17,58%).

Per quanto riguarda la crescita percentuale media annua, dal 2014 al 2017, la classifica delle città europee prese in esame è la seguente:

Così, Milano è reduce dal boom del 2015 e, rispetto al 2014, segna un tasso di crescita degli arrivi del 17,95%. Tale aumento è legato all’EXPO. La crescita si è arrestata nel 2016, e poi è (lievemente) ripresa nel 2017. Gli arrivi del 2017 sono 6.882.500, mentre nel 2013 sono stati 5.873.900. Di seguito lo schema di Milano:

Ma altra cosa è Dublino, tra le vere eccellenze turistiche. I visitatori della capitale della Repubblica d’Irlanda crescono in media del 10,48% ogni anno. Nel 2013 gli arrivi erano 3.398.300, mentre nel 2017 quasi 5 milioni.

Non credo che i numeri riescano a conferire – in tutte le occasioni – giudizi qualitativamente validi. Però aiutano, a mio parere, a farsi un’idea, magari a problematizzarne un’altra. Nel caso delle eccellenze turistiche, se il parametro o uno dei parametri, è quello dell’afflusso di visitatori, i risultati sono quelli che avete letto in queste poche righe. Certo, qualcosa è rimasto fuori dalla nostra analisi: come ha fatto Dublino a crescere più di Milano (e senza EXPO)? Torneremo su questo quesito…

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