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La raccolta dei dati migliora la navigazione dei turisti digitali?

  Sono trascorse poco più di tre settimane dall'esplosione del caso Facebook-Cambridge Analytica (per un ripasso, qui trovate un sunto della questione spiegata bene). Il Guardian e il New York Times hanno pubblicato una serie di articoli capaci di far saltare il banco: i temi caldi riguardano l'utilizzo improprio dei dati sensibili e la privacy degli utenti sui social. Ma sappiate che non tutta l'analisi dei dati ha fini malevoli. Quindi, prima di raccontarvi come la raccolta dei dati migliora la navigazione dei turisti digitali, proviamo a vedere perché sia in corso una sorta demonizzazione di questo settore di ricerca. 

Edicole, librerie e agenzie di viaggi: un destino digitale?

  Alcuni di voi già lo sanno: viaggio spesso... per lavoro. Purtroppo mi capita molto meno per piacere. E, come succede a tanti altri, mi ritrovo coinvolto (più o meno consapevolmente) in discussioni di ogni tipo: quando non si tratta di politica - aaarg! - uno degli argomenti in cui sono più stimolato riguarda il futuro di edicole, librerie, agenzie di viaggi... cioè, mi si chiede spesso se in casi di questo tipo si può già parlare di un irreversibile destino digitale. In una parola, mi si interpella sulla sorte di quei luoghi che, fino a poco tempo fa, offrivano un servizio locale indispensabile, cioè rispondevano a dei bisogni immediati, e di persone di ogni tipo.

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